venerdì 2 luglio 2010

Karpuz!

IL viaggio nell'Anatolia centrale attraverso la Kappadokia è e rimarrà qualcosa di unico.
Probabilmente quando si è in moto si ispira nella gente un sentimento di condivisa sofferenza.
Una sorta di solidarietà per questi strani esseri, soggetti alle intemperie, al caldo, al freddo, alla scomodità.
E' come se ti volessero dire " sono con te!"Hanno sempre un sorriso, un accenno di saluto, dai bordi della strada, sui carretti improvvisati, da improbabili auto dell'ex regime comunista, dalle campagne coltivate a grano.
Attraversare il mondo in moto ha qualcosa di più del semplice viaggiare con altri mezzi, riesce a intensificare in qualche modo questa esperienza, cioè ti rendi conto che per la gente che incontri non sei un semplice turista sceso dalle centinaia di autobus incontrati, ma uno che vive il momento con loro.
Inoltre con un compagno di viaggio come Tom puoi stare sicuro che qualcosa di anomalo sta per accadere da un momento all'altro, quando decide che vuole il cetrone ma non sa come si dice e alla fine, non so neanche io come, riesce a farsi capire e dentro un ristorante tipico tutti urlano "KARPUZ"(Cetrone) e tutti a ridiere.
Ed infine essere sul sito archeologico di Troia ha concluso una giornata densa di emozioni, compresa una bella scrosciata d'acqua di quelle estive a mò di secchiate in tenuta da mare sulla moto.







Pure i tappeti mo...

Ecco vedi che succede a salutae tutta la gente che si incontra per strada?che alla fine qualcuno ti invita a casa sua per venderti un vero tappeto Turco.!